Il papa al meeting degli insegnanti di religione ha difeso la figura di questi docenti, indicandoli come “esempio di quello spirito positivo di laicità”, ed prendendo come indice del consenso pubblico “l’altissimo numero di coloro che scelgono di avvalersi di questa disciplina”.
Senza troppe pretese di universalità esprimerò la mia esperienza in merito, che tuttavia credo possa non essere tanto di nicchia quanto statistiche e messaggi mediatici possono far sembrare.
Mi considero ateo da così tanto tempo che non ho ricordi di quando ne ho raggiunto la consapevolezza, ho il fondato sospetto di non credere più nella presenza di un divinità più o meno da quando ho smesso di contare sull’esistenza di Babbo Natale e di Santa Lucia.
Non sono mai andato a messa, se non quando richiesto da qualche occasione particolare, ciononostante sono stato costretto dai miei genitori (tipici cattolici che frequentano la chiesa a natale e ai funerali) a seguire i corsi di catechismo fino alla cresima nonostante le mie ripetute proteste.
Ultimamente sono riuscito a far capire ai parenti che la mia partecipazione ad una qualsivoglia funzione religiosa sarebbe solo ipocrisia e non ha senso insistere troppo, se proprio dovessi presenziare lo farei in disparte senza seguire la liturgia prevista. Ma non sono sicuro che abbiano capito il concetto, credo piuttosto che alcuni con una ridotta apertura mentale prendano il tutto come una sorta di ribellione giovanile, ed un po’ mi spiace. Per loro.
Da tempo sto valutando le pratiche per esser sbattezzato, sempre per una questione di coerenza, ma le reazioni dei miei genitori ad una simile ipotesi mi hanno fatto decidere di posticipare il tutto a quando sarò totalmente indipendente.
Tornando alla questione dell’ora di religione al tempo sono stato costretto a seguirla dai miei genitori, non so se per il timore che venissi additato come quello che non segue l’ora di religione, oppure per non farmi sembrare quello che cerca la prima scusa per fare un’ora di lezione in meno.
Per quel che mi riguarda, a parte qualche settimana di discussioni ogni anno all’atto dell’iscrizione, mi sono sempre adattato ad una svogliata partecipazione facendomi sottobanco i fatti miei, e di certo non ero l’unico in classe.
Quindi un po’ mi da fastidio quando certa gente usa numeri senza alcuna rilevanza statistica per giustificare i propri privilegi. Non tutti i ragazzi che seguono le lezioni di religione lo fanno perchè sono interessati, così come non tutti i battezzati che vengono contati come cittadini cattolici nelle statistiche demografiche sono effettivamente dei cattolici.
Senza considerare il fatto che se dipendesse da me al posto dell’ora di religione ci metterei obbligatoria un’ora di educazione civica e di insegnamenti sul rispetto ambientale. Questo lo considererei un esempio di laicità.