9 dicembre 2008

Brokeback Mountain censurato su Rai Due

Ieri sera, in seconda serata ovviamente, era programmato in palinsesto su Rai Due in prima visione il film premio oscar Brokeback Mountain. Ammetto di non averlo visto, troppo preso com’ero a “nerdare” in un FPS online, anche se avendolo mancato al tempo della sua uscita al cinema, un po’ di curiosità la avevo.

A quanto pare non mi sono perso molto, visto che chi l’ha visto afferma che sono state censurate tutte le scene di amore omosessuale presenti nella pellicola, cosa che, essendo quello il tema centrale del film, ha reso un po’ ostica la comprensione della storia. Sembra inoltre che siano state tagliate non solo le scene di sesso tra i due cowboy, ma anche un semplice bacio tra i due, mentre non ha subito lo stesso trattamento la scena di amore etero tra uno dei due e la moglie. Evidente quindi come non si sia trattato di una censura sessuofoba, quanto di un intervento di chiara matrice omofoba.

Se per caso qualcuno s’era illuso per un evento insignificante come la vittoria di Vladimir Luxuria all’isola dei famosi, l’opposizione della chiesa alla depenalizzazione dell’omosessualità e simili atti omofobi dovrebbero suonare come una rassicurazione: siamo ancora in Italia, non in un paese civile e culturalmente avanzato.

PS: questa è una pubblicità svedese, qualcuno nota qualche differenza?

24 dicembre 2007

Una terapia cattolica contro l’omosessualità?

Apprendo da Mantellini di un’inchiesta di un giornalista di Liberazione, Davide Varì, riportata sul sito di Repubblica.

L’oggetto di questa inchiesta è un gruppo di persone, formato prevalentemente da religiosi e psicologi di orientamento ultracattolico, che offre ai gay che ne sentono il bisogno una cura per l’omosessualità. Il percorso specifico attraversato dal giornalista ha visto nell’ordine un incontro iniziale con un prete e con un docente di psicologia dell’università gregoriana, tale Tonino Cantelmi. Seguono un test di 600 domande ed il vero e proprio periodo di terapia psicologica, durato sei mesi.

Tralasciando il fatto che un’ipotetica terapia di rieducazione sessuale tenuta da preti e psicologi cattolici me l’immagino abbastanza grottesca.

Tralasciando i rischi. Un eccesso di rieducazione non avrebbe comportato il rischio di farlo tornar etero, ma pedofilo? O padre di famiglia col vizietto del trans?

Tralasciando pure che non credo che una persona civile in uno stato civile dovrebbe considerare l’omosessualità come una malattia.

Considerando che questo Tonino Cantelmi pare che si sia occupato della cura della dipendenza da internet, sempre dal suo punto di vista di luminare ultracattolico. Non posso non pensare al mio amico Manu che in un suo periodo negativo (il sintomo maggiore era l’internet addiction) sia stato “aiutato” da un gruppo di frati di Assisi. Ora anche lui è un frate.

Saranno coincidenze, o forse sono loro a cercar di plasmare le persone in conformità ai precetti ed ai bisogni della loro religione.

Ci son momenti in cui esser ateo è decisamente un sollievo.

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sono a Brescia da mezza giornata e già vorrei scappare.. 2 days ago

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