24 giugno 2010

Come prevedibile

Marcello Lippi
Prima non si poteva dire, perchè “ci ha fatto vincere un mondiale”, ma ora è possibile fare un po’ un bilancio? Un mondiale vinto con una bella dose di fortuna ed uno in cui non ci si è qualificati nel girone obiettivamente più facile del lotto. Ora posso affermare, senza che nessuno insorga come al solito, che Lippi è un allenatore mediocre?

28 agosto 2009

Berlusconi querela Repubblica

Silvio Berlusconi ha chiesto 1 milione di euro di risarcimento per il danno d’immagine creato dalla famose 10 domande del quotidiano Repubblica riguardanti le recenti ed arcinote vicende personali del premier. Vengono citati inoltre come fonte di diffamazione i numerosi spezzoni di articoli esteri riportati dal giornale italiano.

Immagino che questo sia semplicemente l’evoluzione naturale di come deve evolvere l’informazione dal punto di vista del governo di centro destra. Prima bastava non rispondere alle domande e far tacere le televisioni ed i maggiori gruppi editoriali, ora si fa un passo avanti e si cerca di evitare che le domande vengano poste. Perchè se da un lato il gruppo l’Espresso ha le spalle ampie e può controbattere adeguatamente per vie legali, realtà più piccole potrebbero pensarci due volte prima di rischiare simili citazioni in giudizio.

Le motivazioni dei legali del Presidente del Consiglio poi mi sembrano quantomeno discutibili, secondo quanto riportato sul sito di Repubblica:

Al centro dell’iniziativa legale del presidente del Consiglio sono però le domande rivolte a Silvio Berlusconi, “ripetutamente pubblicate sul quotidiano La Repubblica” e “per più di sessanta giorni”, come sottolineano i suoi avvocati. Si tratta, per il premier, di “domande retoriche” che “non mirano ad ottenere una risposta del destinatario, ma sono volte a insinuare nel lettore l’idea che la persona “interrogata” si rifiuti di rispondere”. Domande alle quali il capo del governo non ha mai risposto, come noto. Per Berlusconi sono “palesemente diffamatorie” perché “il lettore è indotto a pensare che la proposizione formulata non sia interrogativa, bensì affermativa ed è spinto a recepire come circostanze vere, realtà di fatto inesistenti”.

Quindi, per come la interpreto io, la querela sarebbe dovuta al fatto che sono state poste delle domande retoriche (nel senso che la risposta era già ovvia e conosciuta?) e che la loro ripetizione instilla l’idea che Berlusconi non volesse rispondere (perchè ha mai manifestato l’intenzione di rispondere a parte le prime patetiche versioni sui rapporti che lo legano con la ragazzina campana, subito smascherate?). Comunque lui è tranquillo, visto che dove non arriva il lodo Alfano, arriverà la sua partecipazione alla Perdonanza, che, svolgendosi in ricorrenza degli 800 anni dalla nascita di Celestino V, prevede anche l’indulgenza plenaria per chi presenzia.

Nel frattempo sono stati bloccati su Rai e Mediaset i trailer del film Videocracy:

24 marzo 2009

In fondo si tratta di piazzisti

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Finalmente, dopo qualche settimana passata a pensare a come possa essere saltato in mente di proporre l’aumento delle cubature delle case per uscire dalla crisi, ho capito quale sia stata la fonte d’ispirazione del governo. Premi Nobel, grandi economisti? No, l’ultima campagna pubblicitaria delle Vodafone.

6 febbraio 2009

Si fa come dice il premier, altrimenti tutti a casa. Prove generali di golpe ai danni di Eluana.

Ho preferito evitar di parlare del caso di Eluana Englaro perchè credevo che fosse ora di smetterla di usar le sorti di quella povera ragazza come campo di battaglia tra fondamentalisti religiosi e laici, ma gli eventi odierni mi costringono a fare un’eccezione.

In un ambiente costellato dal rumore di fondo delle continue esternazioni fuori luogo e prive di senso da parte del clero e dei politici che cercano di ingraziarsi il vaticano, il signor Englaro, con una scelta abbastanza inusuale nel nostro paese, ha scelto di seguire la via legale per far sì che venga esaudito il desiderio della figlia Eluana di poter ottenere una morte dignitosa dopo 17 anni di coma vegetativo. Diciassette anni di vita, perchè qualcuno osa chiamarla vita, passati in stato vegetativo persistente.

Poi c’è stata la sentenza della Corte d’Appello Civile di Milano, che ha dato il permesso di interrompere idratazione e nutrizione forzata. In un paese normale la vicenda si sarebbe risolta, ma siamo in Italia. Da noi il presidente della regione Lombardia e il ministro della salute non concepiscono il termine sentenza, e fanno tutto quello che è in loro potere per evitare che quella riguardante Eluana possa essere messa in atto.

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Quando finalmente questa vicenda penosa sembra esser giunta alla fine scende in campo il governo con un decreto legislativo che ordina di proseguire l’alimentazione fino a quando (se mai si farà) sarà pronta una legge sul testamento biologico. Il premier lo fa con la spavalderia del bulletto che se ne frega delle regole, spalleggiato dai suoi amichetti (in questo caso il clero). Consapevole del fatto che nessuno nel suo partito ha il coraggio di opporsi invita chi non è d’accordo a dare le dimissioni.

Per fortuna il Presidente della Repubblica Napolitano si rifiuta di firmare il decreto, definendolo incostituzionale. Ed il bulletto capriccioso si permette di minacciare il capo dello stato dicendo che se vuole può cambiare la costituzione per quanto riguarda i decreti di urgenza e le prerogative del presidente.

Fatico a trovare le parole per descrivere la bassezza raggiunta nel nostro paese su questo argomento e sui diritti civili in generale, grazie all’opera di politici impresentabili ispirati da fondamentalisti religiosi. So solo che sono pervaso da un vago senso di malessere quando ci penso.

Questa è una delle ultime affermazioni del premier su Eluana:

Ogni sforzo per non farla morire. Eluana potrebbe fare figli

Neanche una briciola di pudore gli è rimasta.

6 febbraio 2009

Un cavallo chiamato Cappellacci

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Qualche giorno fa mi aveva lasciato abbastanza sconcertato un’intervista rilasciata da Silvio Berlusconi ai telegiornali dell’azienda di famiglia. In un elegante studio un giornalista dall’aria adorante intervistava il premier con il piglio del tipico giornalista medio italiano, ossia dando l’impressione di esser disposto anche a calarsi i pantaloni e a porger le terga all’intervistato pur di non incorrere nelle sue ire.

E in quest’occasione, priva del minimo contraddittorio, il leader della maggioranza non ha perso l’occasione di far campagna elettorare per le elezioni alla presidenza della regione Sardegna, attaccando il candidato dell’opposizione Soru. Senza tanti giri di parole Silvio lo ha definito un fallito (concetto evidenziato anche dalla grafica sottostante che ha ben evidenziato l’affermazione) e ha snocciolato una serie di dati di dubbio fondamento e assolutamente opinabili sull’operato di Soru, sia come amministratore pubblico, sia come imprenditore. Solo uno o due giorni dopo le prime apparizioni in televisione dell’intervista a Berlusconi hanno iniziato a dedicare qualche secondo ad un servizio sulla replica del sardo, ovviamente tagliando ad arte il filmato in modo da indebolire la sua posizione (non sono l’unico ad averlo notato)

Visto che le televisioni sono precluse al candidato del centro sinistra per le elezioni sarde, l’unico modo per sentire la sua replica è affidarsi ai giornali, Repubblica ieri per esempio ha pubblicato una sua breve intervista di cui consiglio la lettura.

“Non voglio dire questo. Però è evidente che la campagna elettorale la sta facendo Berlusconi. Persino sulla scheda elettorale ci sarà il simbolo “Berlusconi presidente”. Il suo messaggio è chiaro: l’unico che conta sono io, gli altri non contano nulla. E’ una volontà di imperio che va al di là del bene e del male. Per fortuna la storia ha risolto questioni ben più difficili di questa. Alla fine il tempo di Caligola finisce. Dopo Caligola viene Traiano, e poi Adriano. I tempi migliori di Roma sono venuti dopo i tempi peggiori. La stessa cosa capiterà all’Italia, ne sono certo. E Berlusconi, certo, passerà alla storia: ma come Caligola”.

Da notare come Soru abbia provato a denunciare in procura il premier, ma la cosa sia stata inutile, visto che è protetto dal lodo Alfano, e quindi una delle poche persone in Italia avente totale libertà di parola, anche quando si tratta di calunniare.

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sono a Brescia da mezza giornata e già vorrei scappare.. 4 days ago

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