15 gennaio 2010

Nuove tasse per la Siae

Sandro Bondi

Che il nostro paese non tra quelli in cui la tecnologia ha una gran penetrazione negli usi quotidiani della maggioranza delle persone è già stato dimostrato da varie statistiche, e non serve riportare esperienze quotidiane di scontro con “analfabeti digitali” per rendere l’idea. Mi par improbabile che il decreto legge firmato dal ministro Sandro Bondi possa aiutare a invertire la tendenza, e di certo non faranno i salti di gioia commercianti e produttori che dovranno adeguare al rialzo i prezzi dei loro prodotti.

Infatti con questo decreto è stato ampliato il campo d’azione del cosiddetto “equo compenso” alla Siae, prima riservato solo a masterizzatori, cd e dvd, anche a tutte le altre periferiche di memorizzazione. L’entità della tassa, perchè a tutti gli effetti si tratta di una tassa che va a finanziare la Siae, non è per nulla trascurabile, visto che le stime parlano di un passaggio da 70 milioni di euro l’anno a 300 milioni di compensi.

Per esempio se volessi comprare un hard disk esterno la tassa è di 0,02 €/Gb per i primi 400 giga, e di 0,01€ per i successivi, quindi prendendo un ormai comune disco esterno da un terabyte la tassa sarebbe di 400*0,02+600*0,01 = 12,00 €, su di un prodotto che ormai costa meno di 100€. Oppure se volessi prendere un iPod da 16 Gigabyte dovrei aggiungere 9,66€ di tassa, 28,98€ se invece volessi un videoregistratore con hard disk integrato da 250Gb. Il testo integrale del decreto è scaricabile a questo indirizzo ed è abbastanza dettagliato.

E tutto questo per avere il diritto a disporre di una copia privata, per backup o semplice comodità, di materiale comprato e pagato sul quale la siae ha già preso la sua parte di compenso. Non gli interessa se l’hard disk serve per metterci altro, o se la musica sul lettore mp3 è stata comprata su iTunes.

Se effettivamente i soldi pagati andassero alle persone che producono la musica che ascolto in fin dei conti potrei anche mandar giù il boccone amaro e accettarlo, ma bisogna ricordare che il funzionamento della Siae non è così limpido e semplice, per convincersi basta leggere questa vecchia inchiesta di Report. Non ho idea se nel frattempo le cose che siano cambiate, ma pensare che parte della quota Siae che pago per avere sul lettore mp3 qualche gruppo emergente possano andare a chi ha composto brani da balera qualche decennio fa mi fa incazzare, e non poco.

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sono a Brescia da mezza giornata e già vorrei scappare.. 2 days ago

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