Ieri sera c’è stato una sorta di sogno delirante collettivo al momento della nomina dei 3 finalisti del Festival.
Un golpe per far tornar la monarchia, sulle note di Guerre Stellari suonate dalla banda dei carabinieri, guidato da un principe esiliato, figlio di tesserato p2, da un giullare e da un tenore.
Orchestrali rossi e spettatori comunisti che insorgono inutilmente senza poter cambiare il corso degli eventi.
Un presentatore, tessera 626, che populeggia per poi far fischiare Bersani ed applaudire Scaiola. Intanto il capo del governo, tessera 625, controlla se nel piano di rinascita democratica di Gelli sia previsto il ritorno della monarchia lungo la via della dittatura.
E infine un cantante di amici che con la forza di un canzone orribile e di un’esercito di teenager televotanti salva l’italia dal baratro, mentre un cantante di Xfactor un po’ si vergogna di essere in mezzo a quella gente.
Ora, concludendo la parte dedicata alle cazzate, mi par incredibile che suscitino maggior scandalo i risultati di Sanremo, piuttosto che quelli delle elezioni politiche. Comunque la rivolta dell’orchestra è stato uno dei momenti migliori di sempre.
Lo spunto è nato ascoltando i commenti in diretta sul canale di Gianluca Neri, mentre cercavo di lavorare al pc, di sicuro un modo più divertente di seguire la kermesse rispetto a quello canonico.