23 gennaio 2010

Caso Mediatrade: Piersilvio Berlusconi tra gli indagati

Niccolò Ghedini
Non che ci si possa aspettare onestà intellettuale da un avvocato, il cui compito è fare il possibile per salvare l’assistito, a prescindere dal fatto che sia colpevole o meno, ma le affermazioni dell’avvocato Niccolò Ghedini a volte sono surreali:

“La Procura di Milano ancora una volta continua nella pervicace volontà di sottoporre a processo Silvio Berlusconi. Ed estendere l’incolpazione a Pierslivio Berlusconi, colpevole evidentemente di essere figlio di Silvio Berlusconi, è poi del tutto sconnesso da qualsiasi logica e da qualsiasi realtà fattuale.”

Per chi non lo sapesse si tratta di un’inchiesta per un reato di appropriazione indebita aggravata compiuto dal gruppo televisivo della famiglia del nostro presidente del consiglio. L’illecito consisteva nel comprare a prezzi gonfiati i diritti di serie tv e film americani attraverso una società offshore gestita dal produttore Frank Agrama, la differenza tra il prezzo di acquisto diretto dalle major americane e quanto pagato finiva su conti neri in Svizzera ed in altri paradisi fiscali.

Piersilvio BerlusconiConsiderando che Piersilvio è presidente e amministratore delegato di Rti, nonchè vicepresidente di Mediaset, mi sembra che indagare su di lui per frode fiscale sia normale. Per affermare il contrario bisogna avere proprio una bella faccia di bronzo, ma l’avvocato Ghedini ci ha abituati a questo ed altro.

Ora bisogna vedere se con le nuove leggi sul processo breve, considerando la mole di materiale che è necessario esaminare in casi come questo, sarà possibile giungere ad un verdetto.

28 agosto 2009

Berlusconi querela Repubblica

Silvio Berlusconi ha chiesto 1 milione di euro di risarcimento per il danno d’immagine creato dalla famose 10 domande del quotidiano Repubblica riguardanti le recenti ed arcinote vicende personali del premier. Vengono citati inoltre come fonte di diffamazione i numerosi spezzoni di articoli esteri riportati dal giornale italiano.

Immagino che questo sia semplicemente l’evoluzione naturale di come deve evolvere l’informazione dal punto di vista del governo di centro destra. Prima bastava non rispondere alle domande e far tacere le televisioni ed i maggiori gruppi editoriali, ora si fa un passo avanti e si cerca di evitare che le domande vengano poste. Perchè se da un lato il gruppo l’Espresso ha le spalle ampie e può controbattere adeguatamente per vie legali, realtà più piccole potrebbero pensarci due volte prima di rischiare simili citazioni in giudizio.

Le motivazioni dei legali del Presidente del Consiglio poi mi sembrano quantomeno discutibili, secondo quanto riportato sul sito di Repubblica:

Al centro dell’iniziativa legale del presidente del Consiglio sono però le domande rivolte a Silvio Berlusconi, “ripetutamente pubblicate sul quotidiano La Repubblica” e “per più di sessanta giorni”, come sottolineano i suoi avvocati. Si tratta, per il premier, di “domande retoriche” che “non mirano ad ottenere una risposta del destinatario, ma sono volte a insinuare nel lettore l’idea che la persona “interrogata” si rifiuti di rispondere”. Domande alle quali il capo del governo non ha mai risposto, come noto. Per Berlusconi sono “palesemente diffamatorie” perché “il lettore è indotto a pensare che la proposizione formulata non sia interrogativa, bensì affermativa ed è spinto a recepire come circostanze vere, realtà di fatto inesistenti”.

Quindi, per come la interpreto io, la querela sarebbe dovuta al fatto che sono state poste delle domande retoriche (nel senso che la risposta era già ovvia e conosciuta?) e che la loro ripetizione instilla l’idea che Berlusconi non volesse rispondere (perchè ha mai manifestato l’intenzione di rispondere a parte le prime patetiche versioni sui rapporti che lo legano con la ragazzina campana, subito smascherate?). Comunque lui è tranquillo, visto che dove non arriva il lodo Alfano, arriverà la sua partecipazione alla Perdonanza, che, svolgendosi in ricorrenza degli 800 anni dalla nascita di Celestino V, prevede anche l’indulgenza plenaria per chi presenzia.

Nel frattempo sono stati bloccati su Rai e Mediaset i trailer del film Videocracy:

9 maggio 2009

Il Papi e la ragazzina

Nel turbinio di informazioni più o meno imparziali sulle giovani frequentazioni mondane del nostro Presidente del Consiglio ultimamente è facile perdere la prospettiva e ritrovarsi un po’ confusi, avendo la sensazione di essersi persi parti della storia. Per questo, anche ad uso personale, proverò a riordinare un po’ le cose.

Veronica Lario, seconda moglie di Berlusconi, ha deciso di divorziare dal marito, affermando di non poter restare con una persona malata che frequenta minorenni. Nel frattempo infatti è stata diffusa la notizia della partecipazione del Premier al compleanno di Noemi, una specie di aspirante velina neodiciottenne che è solita chiamarlo “papi”.

noemiletiziaOvviamente si è scatenata la controffensiva mediatica di Silvio che ha cercato di rovesciare nell’immaginario collettivo la situazione, blaterando come al solito della sinistra che diffonde notizie false e giungendo a chiedere le scuse della consorte. Per quanto riguarda la questione della giovane aspirante star ha affermato pubblicamente che la conosce solo perchè il padre, Benedetto Letizia, è stato autista di Craxi. La sua presenza alla festa è dovuta ad un imprevisto che ha fatto sì che avesse un’ora di attesa proprio in zona, decidendo quindi di incontrare il padre di Noemi per parlare di alcune questioni politiche locali.

Peccato che non avesse messo al corrente della sua versione dei fatti tutte le persone coinvolte dalla vicenda, infatti i tasselli del puzzle faticano a combaciare.

Innanzitutto il figlio di Craxi, Bobo, ha fatto subito presente che il padre della giovane non è mai stato l’autista del padre. Inoltre pare abbastanza insolito un incontro per parlare di politica tra il Presidente del Consiglio ed un semplice impiegato comunale.

Altro aspetto strano è il fatto che, come ha fatto notare malvino, Berlusconi seppur non avesse previsto di andare alla festa di compleanno avesse con se il ciondolo che ha regalato alla ragazza. O porta con sè anche quando va in visita agli inceneritori un set di doni da elargire a giovani donne in caso di necessità, oppure è difficile che il tutto non fosse stato programmato.

Ma dichiarazioni migliori escono dalle interviste alle persone che erano presenti alla festa.

Il corriere del mezzogiorno infatti ha pubblicato alcune frasi di Noemi che lasciano intendere come la frequentazione tra i due sia di lunga data.

«Sì, per me è come se fosse un secondo padre. Mi ha allevata»
«Lo adoro. Gli faccio compagnia. Lui mi chiama, mi dice che ha qualche momento libero e io lo raggiungo. Resto ad ascoltarlo. Ed è questo che lui desidera da me. Poi, cantiamo assieme»

Di oggi invece il pezzo di Repubblica che raccoglie le testimonianze del fotografo presente alla festa che afferma come fosse nota fin dalla mattina a tutte le persone che preparavano il ricevimento la presenza di Silvio Berlusconi.

Se da un lato i rapporti tra Silvio e Noemi sono indefiniti (ma comunque innegabili), dall’altro appare certo che quanto affermato dal nostro Presidente del Consiglio (ed amplificato da molti organi “d’informazione”) è falso. Credo che ognuno possa trarre le proprie conclusioni.

In conclusione non posso che citare Luttazzi: “A tutti piacciono le minorenni, per questo ci sono le leggi”. Poi hanno inventato il Lodo Alfano.

8 marzo 2009

Palazzinari dentro

puntaperotti
Non so perchè, ma in un paese in cui ci sono già troppi abusi edilizi ed ecomostri forse non si può considerare brillante l’idea di lasciar costruire con una semplice autocertificazione, bypassando i controlli attuali. I vincoli paesaggistici ed i piani regolatori sono a volte troppo restrittivi (poco tempo fa sono stato testimone di una diatriba con il comune sulla scelta di scuri o tapparelle, per non parlare della tinta dell’edificio), ma la soluzione non è ridurre drasticamente e acriticamente le verifiche.

Poi volendo ben vedere la possibilità di ampliare di un 20% le abitazioni non credo che sia la soluzione alla crisi per le famiglie italiane, in primo luogo dal punto di vista funzionale, visto che il problema più grave è che costa troppo la casa per chi non ne ha una di proprietà. In seconda analisi mi pare improbabile che le famiglie che soffrono la crisi abbiano le disponibilità economiche, o la voglia di spendere, per ampliare la propria abitazione.

Ho quindi il sospetto che questa norma risulterà utile solo per le classi più agiate che potranno permettersi lo sfizio di aggiungere un paio di stanze alle proprie ville. Ma soprattutto a trarne vantaggio saranno gli immobiliaristi che possiedono edifici costruiti prima del ’89, che potranno abbatterli e ricostruirli con un aumento del 30% della cubatura e sfruttando il calo dei costi dovuto alla recessione.

6 febbraio 2009

Si fa come dice il premier, altrimenti tutti a casa. Prove generali di golpe ai danni di Eluana.

Ho preferito evitar di parlare del caso di Eluana Englaro perchè credevo che fosse ora di smetterla di usar le sorti di quella povera ragazza come campo di battaglia tra fondamentalisti religiosi e laici, ma gli eventi odierni mi costringono a fare un’eccezione.

In un ambiente costellato dal rumore di fondo delle continue esternazioni fuori luogo e prive di senso da parte del clero e dei politici che cercano di ingraziarsi il vaticano, il signor Englaro, con una scelta abbastanza inusuale nel nostro paese, ha scelto di seguire la via legale per far sì che venga esaudito il desiderio della figlia Eluana di poter ottenere una morte dignitosa dopo 17 anni di coma vegetativo. Diciassette anni di vita, perchè qualcuno osa chiamarla vita, passati in stato vegetativo persistente.

Poi c’è stata la sentenza della Corte d’Appello Civile di Milano, che ha dato il permesso di interrompere idratazione e nutrizione forzata. In un paese normale la vicenda si sarebbe risolta, ma siamo in Italia. Da noi il presidente della regione Lombardia e il ministro della salute non concepiscono il termine sentenza, e fanno tutto quello che è in loro potere per evitare che quella riguardante Eluana possa essere messa in atto.

berlusconi_napolitano

Quando finalmente questa vicenda penosa sembra esser giunta alla fine scende in campo il governo con un decreto legislativo che ordina di proseguire l’alimentazione fino a quando (se mai si farà) sarà pronta una legge sul testamento biologico. Il premier lo fa con la spavalderia del bulletto che se ne frega delle regole, spalleggiato dai suoi amichetti (in questo caso il clero). Consapevole del fatto che nessuno nel suo partito ha il coraggio di opporsi invita chi non è d’accordo a dare le dimissioni.

Per fortuna il Presidente della Repubblica Napolitano si rifiuta di firmare il decreto, definendolo incostituzionale. Ed il bulletto capriccioso si permette di minacciare il capo dello stato dicendo che se vuole può cambiare la costituzione per quanto riguarda i decreti di urgenza e le prerogative del presidente.

Fatico a trovare le parole per descrivere la bassezza raggiunta nel nostro paese su questo argomento e sui diritti civili in generale, grazie all’opera di politici impresentabili ispirati da fondamentalisti religiosi. So solo che sono pervaso da un vago senso di malessere quando ci penso.

Questa è una delle ultime affermazioni del premier su Eluana:

Ogni sforzo per non farla morire. Eluana potrebbe fare figli

Neanche una briciola di pudore gli è rimasta.

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sono a Brescia da mezza giornata e già vorrei scappare.. 2 days ago

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