24 gennaio 2010

I 3 migliori client torrent

Il protocollo Bittorrent ha da tempo vinto la battaglia per la supremazia nell’ambito del file sharing, ma spesso è difficile districarsi nel vasto numero di applicazioni disponibili per le varie piattaforme, soprattutto per gli utenti alle prime armi. Per semplificare la scelta ho deciso di indicare quali sono i client che ritengo migliori per ogni sistema operativo.

Ovviamente do per scontato che i programmi citati abbiano tutte quelle caratteristiche che ritengo indispensabili per il compito che devono svolgere, quindi tutti e tre supportano protocol encryption, peer exchange, DHT, UPnP e NAT port mapping.

uTorrent (windows)

utorrentProbabilmente uTorrent, o meglio µTorrent, è il miglior client torrent in assoluto, sia per funzionalità, sia per quanto riguarda la leggerezza. L’installer occupa meno di un mega di spazio, e l’utilizzo di risorse è davvero irrisorio se confrontato con altri programmi. L’applicazione è gratuita, e chiede opzionalmente di aggiungere una barra di ricerca Ask in fase di installazione, cosa che si può tranquillamente tralasciare.

Sito: http://www.utorrent.com

kTorrent (linux qt)

Per linux in ambito Kde, e quindi con librerie grafiche Qt, il client più completo è kTorrent che fa parte delle applicazioni extragear del famoso desktop environment. Questo client è molto diffuso e quindi dovrebbe essere disponibile nei repository di ogni distribuzione.

Sito: http://ktorrent.org

Transmission (mac, linux gtk)

Per quanto riguarda invece i sistemi Mac ed i sistemi linux basati con interfaccia Gnome (gtk) la scelta migliore è Transmission, applicazione che similmente ad uTorrent vanta un ridotto utilizzo di risorse in rapporto alle funzionalità implementate. Questo client fornisce anche una versione per le librerie Qt, ma in quel caso la mia preferenza cade sul già citato kTorrent.

Sito: http://www.transmissionbt.com

15 gennaio 2010

Nuove tasse per la Siae

Sandro Bondi

Che il nostro paese non tra quelli in cui la tecnologia ha una gran penetrazione negli usi quotidiani della maggioranza delle persone è già stato dimostrato da varie statistiche, e non serve riportare esperienze quotidiane di scontro con “analfabeti digitali” per rendere l’idea. Mi par improbabile che il decreto legge firmato dal ministro Sandro Bondi possa aiutare a invertire la tendenza, e di certo non faranno i salti di gioia commercianti e produttori che dovranno adeguare al rialzo i prezzi dei loro prodotti.

Infatti con questo decreto è stato ampliato il campo d’azione del cosiddetto “equo compenso” alla Siae, prima riservato solo a masterizzatori, cd e dvd, anche a tutte le altre periferiche di memorizzazione. L’entità della tassa, perchè a tutti gli effetti si tratta di una tassa che va a finanziare la Siae, non è per nulla trascurabile, visto che le stime parlano di un passaggio da 70 milioni di euro l’anno a 300 milioni di compensi.

Per esempio se volessi comprare un hard disk esterno la tassa è di 0,02 €/Gb per i primi 400 giga, e di 0,01€ per i successivi, quindi prendendo un ormai comune disco esterno da un terabyte la tassa sarebbe di 400*0,02+600*0,01 = 12,00 €, su di un prodotto che ormai costa meno di 100€. Oppure se volessi prendere un iPod da 16 Gigabyte dovrei aggiungere 9,66€ di tassa, 28,98€ se invece volessi un videoregistratore con hard disk integrato da 250Gb. Il testo integrale del decreto è scaricabile a questo indirizzo ed è abbastanza dettagliato.

E tutto questo per avere il diritto a disporre di una copia privata, per backup o semplice comodità, di materiale comprato e pagato sul quale la siae ha già preso la sua parte di compenso. Non gli interessa se l’hard disk serve per metterci altro, o se la musica sul lettore mp3 è stata comprata su iTunes.

Se effettivamente i soldi pagati andassero alle persone che producono la musica che ascolto in fin dei conti potrei anche mandar giù il boccone amaro e accettarlo, ma bisogna ricordare che il funzionamento della Siae non è così limpido e semplice, per convincersi basta leggere questa vecchia inchiesta di Report. Non ho idea se nel frattempo le cose che siano cambiate, ma pensare che parte della quota Siae che pago per avere sul lettore mp3 qualche gruppo emergente possano andare a chi ha composto brani da balera qualche decennio fa mi fa incazzare, e non poco.

17 ottobre 2009

Windows 7 su Dell Studio 15

Da una settimana utilizzo il nuovo sistema operativo della Microsoft sul mio portatile Dell, un notebook Studio 15 (versione 1555), e le prime impressioni sono positive. Purtroppo ho acquistato il mio portatile poche settimane prima dell’inizio della promozione che garantiva un aggiornamento gratuito del sistema operativo, pertanto ho dovuto procurarmi il software tramite altre vie. Per fortuna è venuto in soccorso il programma MSDN Academic Alliance al quale aderisce anche la mia facoltà che mi ha permesso di ottenere una licenza di Windows 7 Professional. Ad essere sincero non ero del tutto sicuro di aver diritto di partecipazione al programma, tuttavia l’iscrizione è stata accettata e ho potuto scaricare software e seriale per l’attivazione.

Per l’installazione ho preferito formattare la partizione piuttosto che limitarmi ad aggiornare da Vista a 7, ma si tratta di manie personali, finora non ho sentito parlare di problematiche relative all’upgrade. Ovviamente ripartire da zero permette di avere un sistema pulito e privo di file rimanenti da vecchie installazioni, inoltre visto che ho una separata partizione per i dati non c’era molto materiale da sottoporre a backup. Il processo di installazione è abbastanza veloce, e alla fine tra i driver presenti nel dvd e quelli scaricati dall’updater di Windows tutto sembra funzionare. Comunque sul sito della Dell stanno aggiornando la pagina dei download con driver specifici per Windows 7 e con un nuovo bios che risolve alcuni problemi di compatibilità con il nuovo sistema operativo.

windows 7: taskbar
La prima cosa che salta all’occhio è l’interfaccia che è migliorata molto rispetto a Vista. La taskbar è molto carina e ora mostra solo un’icona per le varie istanze aperte di una singola applicazione, cliccandoci appare un menu con le anteprime ed il titolo delle diverse finestre, inoltre passando con il mouse su una delle anteprime la finestra relativa viene mostrata mentre le altre diventano trasparenti. Inoltre risulta comoda nel caso di display con una risoluzione elevata la funzione che ridimensiona le finestre esattamente a metà schermo se vengono trascinate contro il lato destro o sinistro (per completezza il lato superiore le massimizza a tutto schermo).

windows 7: icone notifica wifi

Dal mio punto di vista vale quasi tutto l’upgrade la possibilità di gestire le reti wifi direttamente cliccando sull’icona nell’area di notifica, senza esser costretto come in Vista ad aprire altre fineste solo per connettersi o disconnettersi da reti cablate o wireless.

Ovviamente ci sono altre novità in questo nuovo sistema operativo, che obiettivamente è considerabile più come un’evoluzione di Vista che come un nuovo prodotto, ma quelle elencate mi sembrano quelle macroscopiche e più interessanti per un utente “normale”. Personalmente consiglio l’aggiornamento a quanti abbiano l’opportunità di ottenere la licenza gratuitamente o a prezzi scontati, i miglioramenti non sono così ingenti da rendere imperativo l’upgrade da Vista, anche perchè il prezzo retail delle licenze di certo non è trascurabile.

23 agosto 2009

Creare favicon con Photoshop

Ogni volta che devo creare una favicon (l’iconcina che viene mostrata nella barra degli indirizzi del browser e nei bookmarks) devo andare a cercare un programma oppure un servizio online che converta un file .jpg o .png in .ico. Durante l’ultimo restyling del blog ho scoperto un comodo plugin gratuito per Photoshop che permette di salvare direttamente nel formato adatto, semplificando di molto il lavoro.

Il plugin si chiama molto prosaicamente ICO (Windows Icon) Format ed è disponibile per tutte le versione di Photoshop, anche l’ultima CS4 a 64bit. Per utilizzarlo è sufficiente copiarlo nella cartella dei plugin e riavviare il programma, quindi sarà possibile scegliere il formato .ico al momento del salvataggio.

Per creare una favicon a questo punto basta creare un file quadrato di dimensione 16×16, 32×32 o 48×48, e salvarlo come Windows Icon.

20 agosto 2009

Suspend to ram su Dell Studio 15

Oggi, dopo aver aggiornato la mia installazione di Archlinux, e aver quindi installato tra le varie cose i nuovi driver Ati Catalyst 9.8, ho provato a vedere se per caso fossero risolti i problemi che avevo già citato nel precedente post. Il risultato è che con molta sorpresa finalmente sembra funzionare il Suspend to Ram, aspetto molto gradito trattandosi di un portatile.

Ora resta solo il piccolo problema relativo la regolazione della luminosità dello schermo, a cui stanno lavorando gli sviluppatori del kernel linux.

La configurazione di riferimento è un Dell Studio 1555, con scheda video Ati Mobility Radeon HD 4570. La distribuzione è Archlinux, con kernel 2.6.30.5, xorg-server 1.6.3, Catalyst 9.8, kde 4.3.