6

feb

2009

Un cavallo chiamato Cappellacci

22093198

Qualche giorno fa mi aveva lasciato abbastanza sconcertato un’intervista rilasciata da Silvio Berlusconi ai telegiornali dell’azienda di famiglia. In un elegante studio un giornalista dall’aria adorante intervistava il premier con il piglio del tipico giornalista medio italiano, ossia dando l’impressione di esser disposto anche a calarsi i pantaloni e a porger le terga all’intervistato pur di non incorrere nelle sue ire.

E in quest’occasione, priva del minimo contraddittorio, il leader della maggioranza non ha perso l’occasione di far campagna elettorare per le elezioni alla presidenza della regione Sardegna, attaccando il candidato dell’opposizione Soru. Senza tanti giri di parole Silvio lo ha definito un fallito (concetto evidenziato anche dalla grafica sottostante che ha ben evidenziato l’affermazione) e ha snocciolato una serie di dati di dubbio fondamento e assolutamente opinabili sull’operato di Soru, sia come amministratore pubblico, sia come imprenditore. Solo uno o due giorni dopo le prime apparizioni in televisione dell’intervista a Berlusconi hanno iniziato a dedicare qualche secondo ad un servizio sulla replica del sardo, ovviamente tagliando ad arte il filmato in modo da indebolire la sua posizione (non sono l’unico ad averlo notato)

Visto che le televisioni sono precluse al candidato del centro sinistra per le elezioni sarde, l’unico modo per sentire la sua replica è affidarsi ai giornali, Repubblica ieri per esempio ha pubblicato una sua breve intervista di cui consiglio la lettura.

“Non voglio dire questo. Però è evidente che la campagna elettorale la sta facendo Berlusconi. Persino sulla scheda elettorale ci sarà il simbolo “Berlusconi presidente”. Il suo messaggio è chiaro: l’unico che conta sono io, gli altri non contano nulla. E’ una volontà di imperio che va al di là del bene e del male. Per fortuna la storia ha risolto questioni ben più difficili di questa. Alla fine il tempo di Caligola finisce. Dopo Caligola viene Traiano, e poi Adriano. I tempi migliori di Roma sono venuti dopo i tempi peggiori. La stessa cosa capiterà all’Italia, ne sono certo. E Berlusconi, certo, passerà alla storia: ma come Caligola”.

Da notare come Soru abbia provato a denunciare in procura il premier, ma la cosa sia stata inutile, visto che è protetto dal lodo Alfano, e quindi una delle poche persone in Italia avente totale libertà di parola, anche quando si tratta di calunniare.

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