17

gen

2009

Tanta paura per una pubblicità?

Si è presto conclusa l’esperienza degli autobus laici a Genova, visto che, dopo il vespaio sollevato da rappresentati clericali e dai loro lacchè, la concessionaria di pubblicità che gestisce quegli spazi ha deciso di non ospitare i messaggi dell’uaar.

Mi chiedo come una semplice pubblicità possa intimorir tanto persone che credono ed affermano di essere nel giusto, di agir nel nome di una entità superiore e di avere l’appoggio di oltre il novanta percento della popolazione italiana. Non sarà, che forse si stia cercando di evitare che l’italiano medio, nato e battezzato cattolico per tradizione, non per scelta, e cresciuto all’ombra della chiesa, inizi a ragionare sull’esistenza di dio?

Una pubblicità di certo non può far cambiare idea a chi ha una fede radicata (sviluppata personalmente o frutto di anni di indottrinamento), presumo che le schiere clericali lo sappiano bene, pertanto se si sono allarmati dev’essere perchè sono consapevoli che le statistiche sono completamente sballate ed i veri cattolici in Italia non sono così tanti come si vuole far credere. E soprattutto non è corretto considerar cattoliche praticanti e credenti tutte le persone che hanno ricevuto uno o più sacramenti.

In quest’ottica credo che si possa collocare il tentativo di delegittimare il movimenti degli atei e degli agnostici perchè si tratta di “una minoranza di 40 persone”, come afferma Monsignor Franco Granata, come se la bontà delle idee si potesse valutare dal numero di persone che le sostengono. In realtà il numero di persone non credenti nel nostro paese è ben diverso, ed è anche in crescita, seppur si cerchi di frenare questo trend.

Argomento a parte il fatto che come al solito il nostro paese si dimostra incapace di garantire un diritto civile basilare come la libertà di opinione e di parola ai propri cittadini. Ma forse dobbiamo già essere contenti di avere un livello di democrazia tale da non dover temere di essere impalati e bruciati in piazza per le nostre idee, perchè son convinto che a qualcuno sotto sotto non spiacerebbe usare i metodi che erano in voga nel medioevo.

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