
Obiettivamente da come mi era stato accennato da un amico, e dall’immagine evocata dai pressapochisti telegiornali nazionali, mi ero fatto un’idea abbastanza errata della nuova modalità di sciopero introdotta nel recente ddl emanato dal governo italiano. Lo sciopero virtuale infatti potrebbe sembrare una presa in giro dei manifestanti, costretti a lavorare comunque, senza ricevere un compenso e palesando il proprio dissenso con una fascia al braccio. In realtà poi leggendo un articolo di Ichino sulla questione ho appreso che in effetti la retribuzione viene devoluta in beneficenza, e che soprattutto in caso di sciopero virtuale l’azienda dovrebbe versare una cifra predefinita aggiuntiva.
L’idea alla base credo che sia il trasferire il disagio dagli utenti del servizio all’azienda. Ovviamente questo tipo di sciopero sarebbe obbligatorio solo per quelle categorie di lavoratori, come per esempio gli autoferrotranvieri, la cui assenza provoca gravi problemi ai clienti e all’economia in generale.
L’efficacia di questa misura dipende ora dalla misura della sanzione applicata all’azienda e dalle modalità che verranno definite per la proclamazione dello sciopero, perchè sarebbe inutile nel caso in cui fossero richieste condizioni troppo restrittive per far valere il diritto di sciopero.
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