Tornato per il lungo weekend a casa ho saputo dei disordini avvenuti la sera del 27 maggio in piazza Dante / piazza dei Signori a Verona, quando la polizia è scesa in campo in forze per mettere in pratica l’ultima ordinanza celodurista del sindaco Tosi. Infatti pare che da non molto, per tutelare il sonno leggero dei poveri abitanti del centro cittadino da un paio di bonghi e di chitarre, sia in vigore un’ordinanza che vieta di suonare strumenti musicali dopo le 22.
E visto che i tutori dell’ordine veronesi son tanto ligi al proprio dovere han pensato bene di presentarsi con, in ordine sparso, un vicequestore, digos e poliziotti con casco antisommossa e manganello. Per fare una multa da cento euro ad un povero ragazzo che suona delle percussioni. Ovviamente, dopo aver pagato con una colletta la multa, il risultato finale è stata una sorta di resistenza passiva con i tutori dell’ordine che decidono di prendere un paio di persone da portare in caserma con l’accusa di resistenza e pubblico ufficiale. Un resoconto più dettagliato è presente sul blog di Dietnam.
Premetto che non ho mai frequentato la piazza in questione il mercoledì sera, e non so che genere di persone si riunisca, tuttavia non credo che sia tanto differente dal ritrovo organizzato con modalità analoghe nella centralissima piazza Loggia di Brescia dagli studenti erasmus al quale mi è capitato di partecipare qualche volta. Alla fine si tratta di un modo diverso, e probabilmente migliore, di vivere la serate in città. Invece di chiudersi nei pub a farsi spennare attorno ad un tavolo con i soliti quattro amici, ci si trova in un ambiente pubblico in un clima informale e con un ben maggiore livello di socialità.
Per quanto riguarda i rumori notturni sono dell’idea che da un lato dovrebbe bastare una richiesta o un ammonimento ragionevole per far mettere da parte i bonghi dopo una certa ora, ma dall’altro non credo che sia lecito far nulla per disincentivare il ritrovo di persone in una piazza, a prescindere dell’ora. Spiace dirlo, ma se ti sei preso un appartamento che si affaccia su di una piazza pubblica del centro non ti puoi lamentare troppo dei rumori molesti dovuti alla presenza di persone.
Il lato forse più grave della questione tuttavia riguarda la gestione autoritaria del problema, a partire dal sindaco che non perde mai tempo quando si tratta di cercar di imporre la buona e vecchia disciplina del ventennio, tanto gradita dallo zotico elettore leghista. Per non parlare della polizia che avrebbe ottenuto risultati ben migliori senza una chiara smania di sfoggiare in pubblico i manganelli. Tutto questo per dare una dimostrazione di forza contro qualche decina di ragazzi e ragazze che volevano solo passare il tempo in compagnia.

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