28

ago

2009

Berlusconi querela Repubblica

Silvio Berlusconi ha chiesto 1 milione di euro di risarcimento per il danno d’immagine creato dalla famose 10 domande del quotidiano Repubblica riguardanti le recenti ed arcinote vicende personali del premier. Vengono citati inoltre come fonte di diffamazione i numerosi spezzoni di articoli esteri riportati dal giornale italiano.

Immagino che questo sia semplicemente l’evoluzione naturale di come deve evolvere l’informazione dal punto di vista del governo di centro destra. Prima bastava non rispondere alle domande e far tacere le televisioni ed i maggiori gruppi editoriali, ora si fa un passo avanti e si cerca di evitare che le domande vengano poste. Perchè se da un lato il gruppo l’Espresso ha le spalle ampie e può controbattere adeguatamente per vie legali, realtà più piccole potrebbero pensarci due volte prima di rischiare simili citazioni in giudizio.

Le motivazioni dei legali del Presidente del Consiglio poi mi sembrano quantomeno discutibili, secondo quanto riportato sul sito di Repubblica:

Al centro dell’iniziativa legale del presidente del Consiglio sono però le domande rivolte a Silvio Berlusconi, “ripetutamente pubblicate sul quotidiano La Repubblica” e “per più di sessanta giorni”, come sottolineano i suoi avvocati. Si tratta, per il premier, di “domande retoriche” che “non mirano ad ottenere una risposta del destinatario, ma sono volte a insinuare nel lettore l’idea che la persona “interrogata” si rifiuti di rispondere”. Domande alle quali il capo del governo non ha mai risposto, come noto. Per Berlusconi sono “palesemente diffamatorie” perché “il lettore è indotto a pensare che la proposizione formulata non sia interrogativa, bensì affermativa ed è spinto a recepire come circostanze vere, realtà di fatto inesistenti”.

Quindi, per come la interpreto io, la querela sarebbe dovuta al fatto che sono state poste delle domande retoriche (nel senso che la risposta era già ovvia e conosciuta?) e che la loro ripetizione instilla l’idea che Berlusconi non volesse rispondere (perchè ha mai manifestato l’intenzione di rispondere a parte le prime patetiche versioni sui rapporti che lo legano con la ragazzina campana, subito smascherate?). Comunque lui è tranquillo, visto che dove non arriva il lodo Alfano, arriverà la sua partecipazione alla Perdonanza, che, svolgendosi in ricorrenza degli 800 anni dalla nascita di Celestino V, prevede anche l’indulgenza plenaria per chi presenzia.

Nel frattempo sono stati bloccati su Rai e Mediaset i trailer del film Videocracy:

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