
Dal basso della mia modesta formazione nell’ambito della musica classica, o pseudo-classica, ho sempre pensato che Giovanni Allevi sia un prodotto mediocre che si è posto sul mercato nel modo migliore e ne sta traendo le conseguenze. Non mi soffermo sulle capacità tecniche, delle quali posso dire poco, ma ho l’impressione che la musica che compone, e che pretenziosamente dipinge come nuova classica, sia nient’altro che un insieme di musichette piacevoli, ottime da mettere come sottofondo, che un qualsiasi compositore di colonne sonore da film sarebbe capace di eguagliare. Per questo sono rimasto eufemisticamente sorpreso nel vederlo dirigere il concerto di fine anno al senato.
Come detto io ne capisco poco, ma forse se anche giornalisti come Filippo Facci, e soprattutto musicisti come Uto Ughi, affermano cose simili rispettivamente su Il Giornale e La Stampa, forse un minimo di ragione la ho anch’io.

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