In questi giorni è stato ultimato il complesso lavoro per la definizione degli elementi di governo per la prossima legislatura, in bilico tra i veti incrociati e le richieste dei vari partiti che compongono la maggioranza. In tal senso è emblematico il ruolo di ministro richiesto ed ottenuto da Gianfranco Rotondi.

Solo pochi a quanto pare si sono scandalizzati nello scoprire che i 12 ministri, dei quali 4 donne, promessi in campagna elettorale sono diventati 21 con lo stesso numero di presenze femminili. Numeri che di fatto differiscono poco nel totale dal precedente governo, e che per quanto riguarda le quote rosa ci pone a grande distanza dai risultati dei principali paesi occidentali.
Per fortuna che al ministero per le pari opportunità è stata assegnata Mara Carfagna, la quale dall’alto della sua esperienza nel campo dello spettacolo farà in modo che anche gli uomini abbiano le stesse possibilità di far carriera nel mondo televisivo compiacendo politici e dirigenti.

Unica nota positiva allo stato attuale è l’assenza di Michela Vittoria Brambilla dallo staff del governo, anche se pare che Silvio Berlusconi stia cercando di convincere i recalcitranti ministri a darle un ruolo di sottosegretario, nonostante nessuno la voglia tra i piedi.
Giusto per completezza gli altri ministri sono: Franco Frattini, Roberto Maroni, Angelino Alfano, Ignazio La Russa, Giulio Tremonti, Claudio Scajola, Luca Zaia, Stefania Prestigiacomo, Altero Matteoli, Maurizio Sacconi, Sandro Bondi, Mariastella Gelmini, Umberto Bossi, Andrea Ronchi, Elio Vito, Renato Brunetta, Roberto Calderoli, Raffaele Fitto, Giorgia Meloni.

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