Dopo aver tentato di prendersela con i blog satirici, pare che il nostro ministro di grazia e giustizia abbia pensato bene di attaccare la trasmissione Annozero per una puntata che lo vedeva come protagonista. Premesso che ammetto di non aver visto la puntata in questione, e che sono consapevole di come Santoro a tratti possa essere alquanto agguerrito nei confronti delle sue “vittime”, mi sembra abbastanza fuori luogo la reazione di Mastella & friends.
Il più famoso cittadino di Ceppaloni forse avrebbe dovuto prodigarsi nel confutare le tesi esposte nel corso della trasmissione, invece di vaneggiare sul fatto che Santoro e Travaglio siano pagati dalla rai (e ci mancherebbe altro, mi pare che lavorino, loro..), o di tirare in ballo le proprietà immobiliari della famiglia Borromeo.
Sulla questione del linciaggio mediatico in fin dei conti hanno ragione sia lui che quelli che lo hanno eletto a bersaglio prediletto. Di fatto non è e non sarà mai l’unico esempio dell’inadeguatezza e del marcio che sta dietro la politica, ma di certo è uno dei casi più eclatanti dei problemi di questo stato, fornendo così allo stesso tempo un facile bersaglio per i critici ed un capro espiatorio per gli altri politici.

Per non parlare del fatto che prima di definire le persone “Veliniste” bisognerebbe meditare sulle proprie apparizioni televisive, e chiedersi se siano in linea con la serietà che in un paese normale sarebbe richiesta per la carica di ministro.
Qui la risposta data da Beatrice Borromeo a Mastella.
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