24 febbraio 2010

Special One

Josè Mourinho

Possibile che nessuno abbia capito che Mourinho voleva solo dire “Io ho l’X-factor”?

21 febbraio 2010

Deliri, in tutti i laghi

Ieri sera c’è stato una sorta di sogno delirante collettivo al momento della nomina dei 3 finalisti del Festival.

Un golpe per far tornar la monarchia, sulle note di Guerre Stellari suonate dalla banda dei carabinieri, guidato da un principe esiliato, figlio di tesserato p2, da un giullare e da un tenore.
Orchestrali rossi e spettatori comunisti che insorgono inutilmente senza poter cambiare il corso degli eventi.
Un presentatore, tessera 626, che populeggia per poi far fischiare Bersani ed applaudire Scaiola. Intanto il capo del governo, tessera 625, controlla se nel piano di rinascita democratica di Gelli sia previsto il ritorno della monarchia lungo la via della dittatura.
E infine un cantante di amici che con la forza di un canzone orribile e di un’esercito di teenager televotanti salva l’italia dal baratro, mentre un cantante di Xfactor un po’ si vergogna di essere in mezzo a quella gente.

Ora, concludendo la parte dedicata alle cazzate, mi par incredibile che suscitino maggior scandalo i risultati di Sanremo, piuttosto che quelli delle elezioni politiche. Comunque la rivolta dell’orchestra è stato uno dei momenti migliori di sempre.

Lo spunto è nato ascoltando i commenti in diretta sul canale di Gianluca Neri, mentre cercavo di lavorare al pc, di sicuro un modo più divertente di seguire la kermesse rispetto a quello canonico.

20 febbraio 2010

Sanremo 2010

Essendo in questi giorni praticamente recluso in casa, non ho potuto fare a meno di ascoltare qua e là spezzoni delle canzoni in concorso a Sanremo. Quindi non posso esimermi dallo stilare una mia classifica:

1) Marco Mengoni – Credimi ancora
Sto ancora cercando uno dei talenti capitanati da Morgan ad Xfactor che abbia più successo di Giusy Ferreri, spero che sia lui. Per i miei gusti un po’ troppo teatrale.

2) Malika Ayane – Ricomincio da qui
Devo ancora capire se è carina, o no. Comunque la voce è ok, la canzone un po’ meno, ma la melodia mi resta in testa.

3) Simone Cristicchi – Meno male
Canzone carina, mi piace il look un po’ retrò. E lo ammetto, gli invidio i capelli.

4) Irene Grandi – La cometa di Halley
Irene Grandi canta i Baustelle, e a me piacciono i Baustelle.

5) Noemi – Per tutta la vita
Forse la più sanremese del gruppetto, ma non spiace.

14 febbraio 2010

Finalmente la Binetti lascia


Visto il suo ostentato remar contro il Partito Democratico avrei preferito vederla cacciata da Bersani, ma in questi tempi bui gli attributi sembrano esser merce rara tra i vertici del partito. Comunque penso che possa valer la pena di festeggiare per essersi tolti questa spina nel fianco.

Si lamenta di continui tentativi di delegittimazione, quando, nonostante lei facesse di tutto per avversare le decisioni del suo partito, i leader si son sempre guardati bene dal fare il loro lavoro e di metterla in riga. E mentre Bersani si definisce dispiaciuto, la base votante del PD fa la ola. Forse ai piani alti non si è capito che, se un elettore si sente in obbligo di votare cattolico, perchè sente l’incombere della giustizia divina su di sè o per qualsiasi altro motivo, non va a votare il PD perchè c’è la Binetti, ma si dirige verso altri lidi. E se l’UDC è sempre intorno al 5% probabilmente la bandiera del cattolicesimo non sposta tanto gli equilibri.

Ora punta a ricreare la Democrazia Cristiana e a portarla al 15/20%, ma credo che abbia le stesse probabilità di far tornare di moda il suo cilicio. Di certo il Partito Democratico soppravviverà all’assenza delle sue idee retrograde e bigotte, ammesso che il segretario sia in grado di tirar fuori un minimo di leadership, ma questa è un’altra storia nella quale la Binetti finalmente non ha alcun ruolo.

13 febbraio 2010

Come disabilitare Google Buzz

Google in un improvviso delirio ha deciso di rendere pubblico questo nuovo servizio social, a metà tra Twitter e Facebook, sulla cui utilità e novità alcuni si stanno ancora interrogando. Ma la scelta davvero pessima è stata di piazzarlo direttamente abilitato all’interno di Gmail, aspetto che non è stato molto apprezzato dal sottoscritto.


Per fortuna il modo per disabilitare Google Buzz è semplice ed indolore, anche se a dire il vero non l’ho notato subito. Infatti in fondo alla pagina di Gmail è ora presente, piccolo piccolo, il link “turn off buzz”.

E direi che fino a quando non avrò tempo da dedicare alla valutazione di questo prodotto, e non saranno chiariti i dubbi sulla privacy di questo strumento, posso tranquillamente farne a meno.

Twitter status:
sono a Brescia da mezza giornata e già vorrei scappare.. 2 days ago

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