A quanto pare il Vasco nazionale ha avuto la bella idea di fare la cover di Creep dei Radiohead. Il risultato è un esempio su come prendere una buona canzone e farla diventare uno dei punti peggiori della carriera di un sopravvalutato rocker italiano. Obiettivamente l’originale non è l’apice della produzione del gruppo inglese, ma di certo non è nemmeno paragonabile alla pochezza di questa versione italiana.
21 settembre 2009
Sul lutto nazionale
Spero di non venir additato i modo colorito per i contenuti di questo post, che presumo sarà gradito a poche persone. Parto dal presupposto che mi spiace per le vittime dell’attentato avvenuto in Afghanistan, nella stessa misura in cui sono dispiaciuto per qualsiasi morte che riguardi persone che non han nessun legame con me, nè han fatto nulla per meritare particolari attenzioni positive o negative.
Il punto è che mi pare eccessivo elevarli al rango di eroi solo perchè sono morti facendo i soldati in terra straniera. Non si tratta di giovani di leva obbligati a partire per il fronte, ma di persone che hanno deciso di spontanea volontà di fare un lavoro che prevede il rischio di avere a che fare con scontri armati ed esplosioni. Non dico che per questo motivo bisogna esser indifferenti per quel che è avvenuto, tuttavia nel nostro paese ci sono molte altre persone che come loro perdono la vita sul lavoro, e, cosa ancor più grave, questo succede in occupazioni che di solito dovrebbero essere molto meno pericolose. Forse un minimo di riflessione su quest’aspetto potrebbe far bene a molti.
21 settembre 2009
Very internascional
Recentemente è stato pubblicato il nuovo cd dei Muse, ma non è questo l’argomento principale del post, pur trattandosi di un gruppo che ho ascoltato molto in passato. Tutto era iniziato ascoltando il loro disco di esordio, prestatomi da un amico (o conoscente?) con il quale ormai ho perso i contatti da tempo, e mi ricordo che m’innamorai di Muscle Museum.
Tornando al presente i Muse sono andati a Quelli che il calcio, e si sono divertiti a prendere in giro conduttrice ed autori. Infatti, contrariati per l’obbligo a ricorrere al playback, han ben pensato di scambiarsi i ruoli. Nonostante la stranezza dello spettacolo nessuno dei responsabili si è reso conto di nulla, e Simona Ventura ha intervistato il batterista pensando che fosse il leader del gruppo, mentre gli altri due erano già a sghignazzare in disparte. Evidentemente far lo sforzo di informarsi due minuti su chi si invita in studio è troppo faticoso per la showgirl ed il suo entourage. Tanto al popolino italiano che guarda la televisione ormai interessa solo che ci siano un po’ di ragazze svestite e gente che fa caciara, non vorrete mettere persone competenti che sanno quello che dicono?
[via Akille.net]