Obiettivamente da come mi era stato accennato da un amico, e dall’immagine evocata dai pressapochisti telegiornali nazionali, mi ero fatto un’idea abbastanza errata della nuova modalità di sciopero introdotta nel recente ddl emanato dal governo italiano. Lo sciopero virtuale infatti potrebbe sembrare una presa in giro dei manifestanti, costretti a lavorare comunque, senza ricevere un compenso e palesando il proprio dissenso con una fascia al braccio. In realtà poi leggendo un articolo di Ichino sulla questione ho appreso che in effetti la retribuzione viene devoluta in beneficenza, e che soprattutto in caso di sciopero virtuale l’azienda dovrebbe versare una cifra predefinita aggiuntiva.
L’idea alla base credo che sia il trasferire il disagio dagli utenti del servizio all’azienda. Ovviamente questo tipo di sciopero sarebbe obbligatorio solo per quelle categorie di lavoratori, come per esempio gli autoferrotranvieri, la cui assenza provoca gravi problemi ai clienti e all’economia in generale.
L’efficacia di questa misura dipende ora dalla misura della sanzione applicata all’azienda e dalle modalità che verranno definite per la proclamazione dello sciopero, perchè sarebbe inutile nel caso in cui fossero richieste condizioni troppo restrittive per far valere il diritto di sciopero.
Il tg1 non avendo nulla di cui parlare decidere di lanciare l’allarme emo, il livello dell’analisi sociologica si avvicina abbastanza ai discorsi che ho visto fare su alcuni forum a ragazzini dodicenni che preferivano altri generi musicali (btw preferirei avere un figlio emo che truzzo). Riassumendo si afferma che gli emo sono depressi, bisessuali, si tagliano e sopratutto si fanno crescere il ciuffo.
Per quel che ne so io il 99% degli emo sono poser che si atteggiano ad emo perchè fa figo, e sotto sotto quel ciuffo glielo invidio. Se poi son depressi io proverei a vedere se non ci possono essere altri motivi, non credo che sia così difficile trovarne osservando come va il mondo al giorno d’oggi.
Spiace pensare che ci sia un pubblico che si forma un’idea sull’argomento basandosi solo su quanto detto da un telegiornale.
Questa è l’unica versione accettabile di una canzone che, per inadeguatezza, riesce a spiccare anche tra i relitti di canzoni che un pubblico di vecchi ha trascinato fino alla serata finale. Dell’ultimo atto a tre la vittoria di Marco Carta è stata davvero il male minore.
Per il resto dei partecipanti di questo festival, musicalmente parlando, salvo solo Afterhours e Arisa.
Poco fa l’assemblea nazionale del Partito Democratico ha affidato a Dario Franceschini il compito di guidare il partito attraverso le prossime elezioni europee, fino al prossimo congresso. Una prima votazione ha escluso la possibilità di primarie immediate, mentre la seconda ha visto Franceschini prevalere sull’unico altro candidato, Arturo Parisi.
Obiettivamente non so come commentare le scelte effettuate dai partecipanti all’assemblea, la questione e le possibili ricadute future sono difficili da stimare, anche se forse avrei preferito una decisione presa con prospettive di lungo periodo, piuttosto che finalizzata a non turbare eccessivamente le vicine europee. Ovviamente, restringendo il tutto alla scelta tra Franceschini e Parisi, il risultato ottenuto è il male minore.
Per quel poco che sono riuscito a leggere le parole del nuovo segretario non sono state pessime, ha annunciato l’intenzione di ricostruire i quadri dirigenti del partito e ha invitato i leader ad una maggior coesione, risolvendo le divergenze all’interno del gruppo, piuttosto che sparando a zero sui compagni nelle interviste. Meno entusiasmante, ma comunque comprensibile, l’intenzione di cercare il dialogo con le altre forze dell’opposizione, anche se per i miei gusti è già eccessiva la presenza di teodem nel PD per andare a cercarne altri alleandosi con l’UDC. Ammesso che alle parole seguano i fatti.
Considerando che quando ho avuto alte aspettative nei confronti del Partito Democratico ho ricevuto sorprese negative, il mio lato ottimista (minimo, ma c’è) spera che in un momento così buio le persone che ho votato riescano a sovvertire i pronostici. Staremo a vedere…
Ieri è stata pubblicata dopo tanto tempo una nuova iso di installazione per Archlinux, denominata in base alla data 2009.02. In effetti il concetto di rilascio nel caso di una rolling relase come Archlinux è un po’ diverso rispetto alle altre distribuzioni, in quanto si tratta semplicemente di uno snapshot dello stato dei pacchetti nei repository in una determinata data, chi ha già un sistema aggiornato non necessita di effettuare upgrade.
La release è basata sul kernel 2.6.28 e supporta in modo nativo anche il nuovo filesistem ext4. Il resto del software, come per tradizione archlinux, è aggiornato all’ultima versione stabile disponibile.
sono a Brescia da mezza giornata e già vorrei scappare.. 4 days ago
Ho iniziato a vedere la prima stagione di Mad Men, ora ho voglia di fumare, bere e andare a donne. Coincidenza, o la forza della pubblicità? 1 week ago
ho finalmente fatto portar via gli ultimi cadaveri informatici che prendevano polvere in cantina.. 2 weeks ago