Negli ultimi mesi, dopo aver seguito un’interessante presentazione al linux day, mi sono interessato saltuariamente al testing della sicurezza delle reti wireless usando la suite aircrack-ng. Nulla di particolamente avanzato ed intensivo, ho semplicemente installato il software e a fatto un po’ di pratica con i comandi, seguendo i passi descritti sul wiki del sito ufficiale.
Rimanendo nell’ambito dell’utilizzo legale l’accoppiata airmon-ng e airodump-ng è molto utile per farsi un’idea del traffico wireless presente, permettendo di risolvere eventuali problemi dovuti alla presenza di troppi segnali su di un singolo canale wifi e consentendo di rilevare anche quelle wifi che non trasmettono il propio ESSID. Sono presenti anche altri software che permettono di far cose meno lecite, a meno che non siano effettuate sulle proprie reti con lo scopo di testarne la sicurezza.
Nell’ambito di simili test sono giunto alla conclusione che l’utilizzo di un algoritmo crittografico WEP per la protezione di comunicazioni wifi è praticamente inutile, essendo crackabile in neanche mezzora se è presente o si riesce a generare un sufficiente traffico. E questo senza aver particolari conoscenze specifiche. Mi era già successo di violare una rete protetta con WEP, ma pensavo che si trattasse di fortuna, ora direi che ho cambiato idea.
Per criptare il traffico di una rete wifi è quindi consigliabile utilizzare il protocollo WPA, meglio se WPA2. Tutti gli altri sistemi, compreso il nascondere l’ESSID e il filtrare in base al MAC address sono aggirabili con pochi e semplicissimi passi.
Dal 19 Febbraio verrà pubblicata la versione italiana del famoso Wired, mensile americano che tratta tematiche legate alla tecnologia e al web. Al di là delle polemiche che già sono state intraviste nei blog su quanto sia peggiorata nel tempo la versione americana, credo che sia positiva la presenza di una rivista di questo genere, con il suo blasone, nell’asfittico mercato italiano. Non per nulla si parla da anni dello sbarco in italia di Wired, sempre posticipato perchè il pubblico italiano non era pronto. Da quel che ho capito molte delle firme saranno persone che seguo da tempo sul feed reader, quindi presumo che i contenuti potranno essere interessanti.
Personalmente ho deciso di fidarmi e di abbonarmi per due anni, anche perchè a conti fatti l’offerta credo che sia conveniente. Infatti è possibile sottoscrivere un abbonamento per un anno con il 65% di sconto, o per due con l’80%.
L’assenza di connessione in appartamento (quando non offerta cortesemente dalla wifi dei vicini) porta spesso me ed i miei coinquilini a guardare più televisione di quanta non ne vorrei vedere. Il lunedì sera ci si trova davanti al tremendo dilemma di dove scegliere tra X Factor ed il Grande Fratello, e dopo breve consultazione si giunge al verdetto che vede vincere il programma di Rai Due. Il motivo principale è dato ovviamente dalla presenza di Morgan, uno dei pochi che riesce a rendere interessante un programma che altrimenti, affidato a gente come la Ventura sarebbe una via di mezzo tra San Remo e Amici.
Com’è giusto che sia ci si trova a parteggiare per i cantanti preferiti, o perlomento a sperare che i voti di pubblico e giudici siano in linea con i propri. Infatti al televoto il pubblico colto che si prende la briga di mandare un messaggio fa subito fuori Elisa Rossi, forse la cantante che mi è piaciuta maggiormente nella prima manche. Molto più apprezzata la seconda votazione che manda al ballottaggio i Farias, cantanti che vedrei più adatti per X Factor Sudamerica, o al limite a fare le comparse in qualche film sui mariachi.
Alla sfida finale ovviamente Morgan e la Maionchi votano per i rispettivi partecipanti, e la Ventura salva i Farias. Non capisco se l’abbia fatto perchè ha gusti discutibili, oppure per abbassare il livello della concorrenza, in ogni caso mi pare come al solito molto poco adeguata per il compito affidatole.
Son curioso di sapere come Silvio Berlusconi giustificherà questa volta la cessione del giocatore più rappresentativo presente nella rosa del Milan (lo so che c’è ancora Maldini, ma ho specificato giocatore). Ormai incapace di affermare qualcosa che possa indispettire le masse, anche a costo di improbabili arrampicate sugli specchi e di repentini cambi d’opinione, come al solito sta lasciando intuire che la decisione sia stata presa da altri.
Dice che “è molto difficile fare restare uno che va a guadagnare certe cifre”, soprattutto quando ti pagano 150 milioni di euro per non farlo vorrei aggiungere. Anche perchè il Kakà di fatto ha dichiarato pochi giorni fa di voler invecchiare nel Milan, e non sembra una persona tanto avida da cambiare idea per qualche milione in più all’anno. A questo si aggiungono le indiscrezioni del Daily Mirror secondo il quale il brasiliano ha detto ai compagni di squadra di non voler andare al City, ma che la società vuole la sua cessione.
La vicenda ricorda tanto il trasferimento di Shevchenko al Chelsea, effettuato “con dispiacere” da parte del presidente del Milan, e “richiesto” dal giocatore ucraino per improbabili motivi familiari.
Non si chiede al signor Silvio Berlusconi di tenere Kakà ad ogni costo, è libero di fare quel che conviene maggiormente al Milan e ai suoi conti, ma potrebbe fare a meno di prendere in giro i suoi tifosi e chi lo ascolta.
Si è presto conclusa l’esperienza degli autobus laici a Genova, visto che, dopo il vespaio sollevato da rappresentati clericali e dai loro lacchè, la concessionaria di pubblicità che gestisce quegli spazi ha deciso di non ospitare i messaggi dell’uaar.
Mi chiedo come una semplice pubblicità possa intimorir tanto persone che credono ed affermano di essere nel giusto, di agir nel nome di una entità superiore e di avere l’appoggio di oltre il novanta percento della popolazione italiana. Non sarà, che forse si stia cercando di evitare che l’italiano medio, nato e battezzato cattolico per tradizione, non per scelta, e cresciuto all’ombra della chiesa, inizi a ragionare sull’esistenza di dio?
Una pubblicità di certo non può far cambiare idea a chi ha una fede radicata (sviluppata personalmente o frutto di anni di indottrinamento), presumo che le schiere clericali lo sappiano bene, pertanto se si sono allarmati dev’essere perchè sono consapevoli che le statistiche sono completamente sballate ed i veri cattolici in Italia non sono così tanti come si vuole far credere. E soprattutto non è corretto considerar cattoliche praticanti e credenti tutte le persone che hanno ricevuto uno o più sacramenti.
In quest’ottica credo che si possa collocare il tentativo di delegittimare il movimenti degli atei e degli agnostici perchè si tratta di “una minoranza di 40 persone”, come afferma Monsignor Franco Granata, come se la bontà delle idee si potesse valutare dal numero di persone che le sostengono. In realtà il numero di persone non credenti nel nostro paese è ben diverso, ed è anche in crescita, seppur si cerchi di frenare questo trend.
Argomento a parte il fatto che come al solito il nostro paese si dimostra incapace di garantire un diritto civile basilare come la libertà di opinione e di parola ai propri cittadini. Ma forse dobbiamo già essere contenti di avere un livello di democrazia tale da non dover temere di essere impalati e bruciati in piazza per le nostre idee, perchè son convinto che a qualcuno sotto sotto non spiacerebbe usare i metodi che erano in voga nel medioevo.
sono a Brescia da mezza giornata e già vorrei scappare.. 4 days ago
Ho iniziato a vedere la prima stagione di Mad Men, ora ho voglia di fumare, bere e andare a donne. Coincidenza, o la forza della pubblicità? 1 week ago
ho finalmente fatto portar via gli ultimi cadaveri informatici che prendevano polvere in cantina.. 2 weeks ago