Ho trovato interessante un’intervista a Jeremy Rifkin pubblicata sul sito di Repubblica sul tema dell’energia nucleare.
In parte cita i soliti problemi noti come la sicurezza, lo smaltimento delle scorie, o il fatto che l’uranio è destinato a scarseggiare entro non troppo tempo, con il conseguente innalzamento del suo prezzo. Ma cita anche un aspetto che non avevo mai considerato, e cioè che le centrali nucleari richiedono una gran quantità di acqua potabile per il raffreddamento, tanto che in Francia circa il 40% delle risorse idriche vengono destinate alle centrali nucleari.
In particolare Rifkin cita l’episodio dell’estate francese di qualche anno fa in cui ci furono problemi e si verifico il decesso di qualche anziano. Non mi sembra molto distante da quanto è probabile che avvenga in Italia. Se non erro infatti i momenti di maggior utilizzo di energia elettrica nel nostro paese si hanno nei periodi di calura estivi, i quali coincidono anche con i periodi di scarse precipitazioni e di secca nei corsi d’acqua. Per non parlare del fatto che in alcune città del meridione non c’è nemmeno la quantità di acqua potabile necessaria per le utenze domestiche.
Il trend recente vede in crescita la distribuzione gratuita, a fini promozionali, di materiale online da parte degli artisti più lungimiranti. Sigur Rós in questo caso ha messo a disposizione il primo singolo del suo nuovo album, è possibile scaricarlo dal suo sito. I soli dati richiesti sono un indirizzo mail e il paese di provenienza.
Per approfondire sono andato anche alla ricerca del video su Youtube. A tal proposito mi chiedo se la casta nudità dei protagonisti verrà tollerata o se ci sarà censura negli orari diurni.
Nel complesso ho trovato singolo e video interessanti anche se ad un primo ascolto non mi era piaciuto molto, consiglio pertanto di non dare un giudizio affrettato sul pezzo.
Ormai mi capita raramente di riuscire a ritagliare momenti in cui la disponibilità di tempo e la voglia mi permettono di leggere qualche libro che non riguardi direttamente i miei studi. In parte si tratta anche di vincere la pigrizia che mi fa deviare verso altre attività, per non parlare del fatto che nel mio appartamento brescia spesso è difficile trovare la solitudine che permette di godere della lettura.
Qualche giorno fa tuttavia sono dovuto andare in centro per alcune questioni burocratiche e ho allungato di poco la strada per passare nella libreria Feltrinelli. Ne sono uscito con uno dei libri che da tempo avevo intenzione di comprare che ma poi erano rimasti, come al solito, nella mia wishlist mentale. Si tratta di Economia della felicità, scritto da Luca de Biase, il quale tra l’altro, oltre ad essere giornalista per il Sole 24 Ore e docente universitario, è uno dei blogger che popolano il mio lettore di feed rss.
Allo stato attuale non ho ancora finito la lettura del libro, ma ho avuto modo di farmi un’idea del contenuto. L’argomento centrale è una critica all’economia classica che da sempre punta alla moltiplicazione delle risorse e dei consumi, perdendo completamente di vista i bisogni delle persone che si trasformano in semplici consumatori. Nel tentativo di perseverare in un trend di crescita senza fine il sistema economico è affiancato da un mondo della comunicazione che cerca in ogni modo di influenzare le scelte delle persone/consumatori, alimentandone i bisogni. Il risultato è un crescente senso di insoddisfazione dovuto ad un aumento delle necessità che riesce a vanificare il seppur sostenuto incremento dei mezzi che il progresso mette a disposizione.
La risposta a queste evoluzioni del mercato sono nuovi modi di vedere l’economia, e nuovi media orizzontali, che cercano di sganciarsi dai meccanismi tradizionali e di trovare forme maggiormente sostenibili.
Complessivamente il libro riporta, in modo sicuramente più articolato e motivato, idee che personalmente ho abbozzato da qualche tempo, pertanto non può che vedermi d’accordo su tutto o quasi. Non si tratta di un romanzo e l’argomento comunque richiede un minimo di attenzione, pertanto non è forse il libro migliore da leggere sotto l’ombrellone, tuttavia lo consiglio come base di partenza a quanti vogliono approfondire l’argomento.
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